Giardini Lea Garofalo

Il numero 6 di Viale Montello è stato per decenni uno dei quartier generali della ‘ndrangheta in città. A poca distanza dall’incrocio con via Paolo Sarpi sorgeva una vecchia corte, che per la criminalità calabrese al nord era un vero e proprio fortino: al suo interno venivano nascoste armi, anche di grosso calibro, e il cortile si poteva usare come luogo per regolamenti di conti o esecuzioni. Gran parte dell’eroina e della cocaina transitata per Milano a partire dagli anni ‘90, probabilmente, ha visto le mura dello stabile.

Davanti al luogo in cui si trovava il fortino della ‘ndrangheta sorge il giardino comunitario Lea Garofalo, a testimonianza e ricordo della violenza che si consumava quotidianamente dall’altra parte della strada.

Lea Garofalo è stata una vittima di ‘ndrangheta, uccisa il 24 novembre del 2009 in piazza Prealpi per aver deciso di collaborare con la giustizia contro la famiglia dell’ex compagno, la famiglia Cosco.

Lea Garofalo ha trascorso una parte della sua vita nel vecchio fortino di viale Montello, quando con il compagno Carlo Cosco, un narcotrafficante vicino agli ambienti ‘ndranghetisti di Petilia Policastro, si trasferì a Milano, appena diciassettenne. Il giardino comunitario è dedicato alla sua memoria dal 19 ottobre del 2013. Quel giorno, al mattino si tennero i funerali di Lea — celebrati a quattro anni dalla sua morte a causa delle tristi vicende criminali e giudiziarie del suo cadavere, bruciato in un sobborgo di Monza dopo l’omicidio — e al pomeriggio il giardino venne intitolato in suo onore.  Dal 1960 il giardino venne destinato dal comune a ospitare dei circhi di passaggio. Negli anni duemila venne occupato dalla Piccola scuola di circo, una volta sgomberata il giardino divenne una sorta di discarica a cielo aperto. Nel 2011 degli abitanti della zona decisero di ripulire il giardino e restituirlo alla cittadinanza, cosa che fu fatta nel 2012. Oggi, l’ex marito di Lea Garofalo e suo assassino materiale, Carlo Cosco, sta scontando l’ergastolo, insieme ad altri quattro complici. Il giardino Lea Garofalo oggi esiste anche perché è un giardino comunitario