Il Palazzo di giustizia

Verso la fine del XIX secolo si sentiì il bisogno di un nuovo palazzo di giustizia nella città di Milano. La nuova costruzione fu iniziata nel 1932 in corso di Porta Vittoria e si concluse nel 1940. Da allora il palazzo di Giustizia è stato al centro di importanti processi come la condanno a Luciano Liggio nel 1974, la condanna di molti mafiosi con l’operazione Nord Sud degli anni ’90, il processo Mario Chiesa esponente del fenomeno tangentopoli del ’93 e altri. L’edificio è di stampo fascista che richiama simbolicamente un ritorno all’ordine. L’entrata è sormontata da tre espressioni latine: al sommo dell’avancorpo di sinistra “Iurisprudentia est divinarum atque humanarum / rerum notitia iusti atque iniusti scientia” (La Giurisprudenza è la scienza degli affari divini e umani, dei fatti giusti e ingiusti) al sommo dell’Ingresso principale “IUSTITIA / Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere / alterum non laedere, suum cuique tribuere” (GIUSTIZIA / I precetti del diritto sono questi: vivere onestamente / non ledere l’Altro, attribuire a ciascuno il suo), al sommo dell’Avancorpo di destra “Sumus ad iustitiam nati neque opinione / sed natura constitutum est ius” (Siamo chiamati alla giustizia fin da quando siamo nati e sulla natura si fonda il diritto, non sull’opinione). All’interno vi è anche una targa in memoria dell’Avv. Ambrosoli.