Piazza Armando Diaz

Targa in memoria del gen. Dalla Chiesa

Era il 1981 quando il Generale Dalla Chiesa inaugurò la statua in piazza Diaz, come monumento all’arma dei Carabinieri: una granata sormontata da una fiamma. Un anno e tre mesi dopo vi fu aggiunta la targa in memoria della sua morte. Il 3 settembre del 1982 una BMW si affiancò all’auto dove viaggiava Dalla Chiesa e i killer crivellarono con trenta pallottole lui e la moglie. All’epoca il Generale era a capo del nucleo speciale antiterrorismo dei Carabinieri e inviato poi a Palermo come prefetto. Grazie a Dalla Chiesa e ai suoi solleciti al governo del paese, in questo periodo viene formalizzata la figura giuridica del pentito. Facendo leva sul pentitismo, senza tralasciare le azioni di infiltrazione e spionaggio, arriva ad individuare ed arrestare gli esecutori materiali degli omicidi di Aldo Moro e della sua scorta, oltre che arrestare centinaia di fiancheggiatori. Grazie al suo operato viene riconsegnata all’Arma dei carabinieri una rinnovata fiducia popolare. Seppur coinvolto in vicende che lo scuotono, alla fine del 1981 diviene vice comandante generale dell’Arma, come già fu il padre Romano in passato. Fra le polemiche prosegue il suo lavoro, confermando e consolidando la sua immagine pubblica di ufficiale integerrimo. All’inizio del mese di aprile del 1982 Dalla Chiesa scrive al presidente del Consiglio Giovanni Spadolini queste parole: “la corrente democristiana siciliana facente capo ad Andreotti sarebbe stata la “famiglia politica” più inquinata da contaminazioni mafiose“. Un mese dopo viene improvvisamente inviato in Sicilia come prefetto di Palermo per contrastare l’insorgere dell’emergenza mafia, mentre il proseguo delle indagini sui terroristi passa in altre mani.

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Fonte: http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/444154/Mafia-Libera-ricorda-Dalla-Chiesa-in-piazza-Diaz